Il Santuario Di Nostra Signora di LourdesAl Selvaggio di giaveno

Le preghiere e fragmenti delle omelie di don Saroglia

O Madre di Gesù e Madre mia

accoglimi fra le Tue braccia

e sul Tuo Cuore.

Proteggimi come facesti con

Gesù Bambino, in esilio con Te

e donami la gioia di Gesù Risorto

che dopo tanto dolore per Lui

Ti fece nostra Mamma e Regina.

                                             



Santissima Vergine Maria, Madre di Dio,

noi ci rifugiamo sotto il Tuo manto Celeste,

degnati di accoglierci, implorando per noi,

misericordia, aiuto e protezione.

Noi confidiamo, Madre Divina, nel Tuo aiuto

e prostrati devoti tuoi figli,

invochiamo per mezzo Tuo, grazie celesti.

Madre Rifugio nostro, ora pro nobis!



 

O Vergine benedetta, Madre di Gesù e Madre nostra,

volgi il Tuo sguardo purissimo su tutti noi,

che il Tuo Gesù ha affidato a Te come figli.

La miseria dei nostri peccati ci ha resi

deformi nell' anima e nella vita.

Congiungi le Tue mani innocenti sul Tuo cuore

immacolato e supplica con noi e per noi

lo Spirito Santo, perché ci riempia

di quell' amore divino che purifica, illumina,

conforta, ci dà forza, consolazione e pace

per ritornare a vivere come veri figli di Dio.

Aiutaci a convertirci per diventare immagini

vive ed esemplari del Tuo Gesù davanti

a tutto il mondo.

Aiutaci ogni giorno ad accettare con serenità

e offrire con amore al Tuo Gesù quanto Egli

dispone per ognuno di noi, per le nostre

famiglie e per l' umanità.

Che il perfetto consenso d'amore, che ogni

giorno offristi Tu per la volontà di Dio,

diventi presente nella vita di ognuno di noi.

Madre Santa, che ci segui dal Cielo con

tutto il Tuo amore, prendici per mano

e facci salire a poco a poco dalle cose piccole

a quelle più grandi e dalle grandi a quelle eterne. Così sia.




Maria, il paradiso ritrovato

dalle omelie mariane di don Ugo Saroglia

All’inizio luglio 2007 è stato pubblicato il libro “Maria, il paradiso ritrovato” che contiene dei frammenti delle omelie mariane di mons. Ugo Saroglia. È stato pubblicato nel 9° anniversario della sua morte come ricordo di un prete veramente straordinario ed anche come un dono a tutti che vorrebbero ancora oggi “sentire” le sue prediche ed imparare come si ama e come si parla di Maria Santissima.

Come l’invito alla lettura di questo libro riportiamo le parole di Mons. Guido Fiandino, vescovo ausiliare di Torino e padre Vladimiro Robak, rettore del Santuario di Selvaggio.

Un invito alla lettura

 “Quando don Saroglia predicava mi sembrava sempre che parlasse a me o che parlasse di me”. Era il ritornello di tanti che accorrevano al Selvaggio e lo ascoltavano.

Le omelie riportate in questa raccolta hanno ancora oggi il potere di toccare il nostro cuore. Rimandano a un cuore innamorato, che trabocca, un cuore innamorato di Dio, di Gesù, della Madonna, di Lourdes… Ma anche innamorato delle persone che accorrevano al Selvaggio, certamente per incontrare la Madonna, ma anche per incontrare lui, don Saroglia. (…)

Alcuni temi ritornano con particolare insistenza: la bellezza, la grandezza e l’umiltà di Maria, il fascino di Lourdes, la centralità dell’amore, la preoccupazione per la famiglia, l’attenzione ai giovani, il compito della donna, l’importanza della preghiera. (…)

Ora, che lo crediamo con gioia grande nella luce di Dio, ci piace pensarlo in dialogo perenne con quel Dio che ha così appassionatamente amato e annunciato, e con Maria che egli ha aiutato tanti ad amare e ad accogliere come “mamma”.

L’augurio che è certezza, è che queste sue omelie le sentiamo davvero dette, col cuore, a ciascuno di noi e da ciascuno di noi accolte, col cuore.


+ Guido Fiandino

Vicario Generale e Vescovo Ausiliare di Torino

 

Le pagine di questo volumetto, carissimi lettori, nascono dalle parole piene di amore e saggezza che don Saroglia, per tanti anni rettore del Santuario del Selvaggio, rivolgeva a noi ascoltatori abituali o occasionali nelle diverse celebrazioni eucaristiche mariane.

Ogni frase delle sue omelie, in tali occasioni, lascia trasparire il legame privilegiato che egli viveva con Maria, nella profondità del suo cuore e nel suo vivere quotidiano. (…)

Purtroppo abbiamo potuto spigolare solo nelle omelie registrate dai fedeli negli ultimi anni della sua vita. Abbiamo tracciato degli itinerari di meditazione, spunti per delle riflessioni, abbiamo raccolto degli episodi che potremo raccontare ai nostri bambini e nipoti, anche se – a dire il vero –  piacciono e servono soprattutto a noi grandi. (…)

Con don Saroglia diciamo:”Dove c’è Maria c’è Cristo e, dove è presente Cristo c’è anche Maria.” Non dimentichiamolo!

Questo – il Santuario del Selvaggio – è un luogo straordinario perché qui “Maria cammina in mezzo a noi – come soleva dire Don Saroglia – e le forze del male vengono sempre disperse.” Venite; non stancatevi di venire!

Padre Vladimiro Robak

Rettore del Santuario del Selvaggio

 NB. Libro "Maria, il paradiso ritrovato" si può acquistare presso il negozio degli Oggetti Religiosi a fianco della chiesa.



Tratto dal libro "Mille volte grazie!"

«Le testimonianze di vita santa meritano di essere conservate e proposte per l'edificazione del popolo di Dio. Compito del postulatore è di raccogliere queste testimonianze di fama di santità manifestate da pastori e fedeli della Chiesa particolare di Torino». Così affermava il Card. Giovanni Saldarini nella mia nomina a postulatore diocesano delle cause dei Santi.

Per rispondere a questo compito specifico ho accolto l'invito di amici e di beneficati da mons. Ugo Saroglia che chiedevano di manifestare la loro riconoscenza per il bene da lui ricevuto al Santuario del Selvaggio di Giaveno."

Queste sono le parole con cui don Sebastiano Galetto apre il libro intitolato "Mille volte grazie!" uscito in data luglio 2005 per ricordare la vita e le opere di Mons. Ugo Saroglia.

Nella prefazione del libro Padre Vladimiro scrive:

''«Qui Maria cammina con noi » soleva dire don Saroglia, e questa frase che mi è rimasta impressa penso riassuma bene il senso della sua vita e della sua missione, il senso di ciò che ha qui realizzato...

...Come Maria alle nozze di Cana, don Saroglia sapeva capire le difficoltà delle persone prima ancora che chiedessero aiuto, possedeva la sensibilità di vedere con gli occhi del cuore i problemi che ciascuno si porta dentro. E poi egli dava alle persone la fiducia e la speranza che il male si può vincere, così come fece la Donna dell'Apocalisse quando schiacciò la testa del drago sotto i suoi piedi. Egli ha fatto conoscere, attraverso la Parola, la Verità di Cristo, possibile da realizzare nella vita quotidiana in modo semplice e costante, seguendo sempre l'esempio di Maria che ascoltava, meditava e metteva in pratica ciò che aveva udito. Anche la sua morte, passaggio silenzioso e sereno, è stata una testimonianza di questo stile mariano che lo contraddistinse fino alla fine.

Quando nel 1998 il Cardinale Saldarini prospettò la possibilità che in futuro il Santuario potesse venire affidato ai Padri Paolini egli, pur consapevole del ruolo importante che vi rivestiva, si disse pronto a farsi da parte immediatamente per lasciarmi il posto di Rettore. Rimasi profondamente colpito dalla sua sincera disponibilità e riconobbi in lui l'umiltà di chi si sente servo di Dio e nulla di più. Ecco, per me che alla sua morte sono diventato suo successore pur non sentendomene degno, il desiderio più grande è di poter continuare sulla strada da lui tracciata, non certo per tentare di imitarne la persona con forzature improponibili, ma per apprendere io pure quel suo stile materno. Vorrei trasmettere la gioia di appartenere a Cristo, far sperimentare la libertà che proviamo quando camminiamo con Lui; insieme ai miei confratelli creare un clima di accoglienza e di apertura affinchè chi accorre al Santuario si possa sentire a suo agio come nella casa della madre, nessuno mai rifiutato, nessuno mai giudicato. Vorrei poter trasmettere la consapevolezza che stando nella parte del Signore siamo sempre vincitori: «Fate quello che Egli vi dirà e non rimarrete delusi». Con l'aiuto del Signore vorrei fare del Santuario una casa di accoglienza, di serenità e di misericordia, ed elargire a piene mani quel perdono che guarisce le ferite, le paure, i dubbi e le insicurezze. Questo è quanto desidero e mi auguro, sincramente con tutto il cuore.